Gli azzurri della pallavolo sono campioni del mondo. Ecco le voci dei protagonisti del successo iridato

Terminata la finale del Mondiale maschile 2025, gli azzurri protagonisti del successo parlano uno ad uno, raccontando le proprie gioie ed emozioni per quanto fatto sul taraflex e quanto ottenuto con la conferma del titolo di campioni del mondo. Sono proprio loro, i maggiori protagonisti della vittoria della nazionale di De Giorgi a raccontare quanto vissuto.

 

La gioia del capitano

Così Simone Giannelli: “Tre anni dopo, ancora un oro mondiale, penso che abbiamo davvero scritto la storia del nostro Paese, considerando che in questo momento siamo campioni del mondo sia nella maschile che nella femminile. Questo mi rende ancora più orgoglioso, anche perché ho visto le imprese delle ragazze e mi hanno dato ancora più forza. Sono davvero felice, anche noi siamo riusciti a fare la nostra parte, a portare in campo la nostra energia, il nostro talento, sia le cose belle che quelle meno belle, e siamo riusciti a gestirle. Vincere due Mondiali di fila è qualcosa che, da piccolo, non avrei mai nemmeno immaginato potesse succedere a me. Sono profondamente grato per questa opportunità, per me e per tutta la mia squadra, e sono grato anche per la salute, che spesso diamo per scontata, ma che non è mai garantita. Un grazie enorme a tutti quelli che ci hanno sostenuto, anche a chi non l’ha fatto dopo le sconfitte. Sto imparando che ognuno ha il suo punto di vista, ed è importante restare nella domanda, non solo nella risposta. Lo sport è di tutti: ognuno ha diritto alla propria opinione. Noi, però sappiamo chi siamo e cosa abbiamo fatto. Siamo contenti di aver dimostrato prima di tutto a noi stessi quello che sappiamo fare. Siamo contenti di mantenere alto lo spirito, di voler continuare a migliorarci e di non guardare troppo indietro a ciò che è stato. Vogliamo fare bene per il nostro Paese, per la nostra nazione, per il nostro movimento. Sappiamo quanto sia grande e quanto, sotto di noi, ci siano tanti ragazzi che sognano di arrivare dove siamo noi oggi. Ogni anno qualcuno si aggiunge. Quando giocavo la finale olimpica, alcuni dei ragazzi che oggi sono con noi avevano solo pochi anni. Per me è un onore giocare con loro. Anche se ho solo 29 anni, sono ancora giovane, ma stare in campo con ragazzi ancora più giovani, pieni di entusiasmo, mi dà una spinta in più. Questo mi trasmette, energia, motivazione, sei costretto a dare sempre qualcosa in più. Sono davvero contento che abbiamo vissuto tutto questo insieme, in questo modo”.

 

Le parole di “Michi”

“È clamoroso quello che abbiamo fatto oggi – ha dichiarato l’MVP e miglior schiacciatore del torneo Alessandro Michieletto -. Stiamo rivivendo le emozioni di tre anni fa, forse ancora più forti, perché confermarsi è sempre difficilissimo. Abbiamo giocato un buon torneo ed è vero che non siamo partiti benissimo all’inizio, ma poi siamo stati in crescendo. Ci siamo sempre aiutati e questa capacità ce l’hanno solo i grandi gruppi. Questo mondiale ha davvero un sapore speciale, perché è la conferma che questa squadra ogni anno c’è e arriva sempre tra le prime quattro. Questa estate, in particolare, ci siamo tolti grandi soddisfazioni con due belle medaglie portate a casa. Oggi le battute di Romanò e Bottolo sono state determinanti: forse senza quei loro servizi saremmo ancora lì a giocare (ride, ndr). Questo forse è il nostro segreto, ci completiamo a vicenda, sappiamo stare insieme, siamo una macchina perfetta. Dagli ottavi in poi abbiamo alzato il livello in maniera esponenziale e penso davvero che siamo la squadra più forte al Mondo.  La dedica di questo mondiale è sicuramente per Daniele Lavia, lui voleva e doveva esserci e so quanto è dispiaciuto. Oggi, al termine della riunione tecnica prima della partita, ci ha videochiamato. In quella telefonata vi dico che ha retto le lacrime a fatica. Quel suo messaggio ci ha dato una carica incredibile e non vedo l’ora di abbracciarlo”.

 

L’incredulità di Yuri

Questo il commento del miglior realizzatore azzurro in finale Yuri Romanò: “È incredibile, davvero incredibile quello che abbiamo fatto. Riuscirci di nuovo, in un Mondiale così difficile, è qualcosa di straordinario. Abbiamo visto come tante grandi squadre sono uscite presto, mentre noi abbiamo vinto da grande gruppo, mettendo in campo qualità, testa e cuore. È stata davvero una grande impresa. Ho dato il mio contributo anche con una bella serie di ace, mi era mai capitato così? Forse no, non tutti di seguito. Mi sentivo bene e, per fortuna, in quel momento non ho pensato troppo, ho solo battuto. Quella serie ci ha aiutato a vincere il secondo set e a indirizzare un po’ la partita. Loro poi sono tornati bene nel terzo set, ma nel quarto siamo partiti subito con la testa giusta: abbiamo spinto forte e per i nostri avversari non c’è stato nulla da fare. Il segreto di questa squadra? Lo diciamo da anni e l’abbiamo dimostrato ancora una volta: è il gruppo. Nonostante tutte le difficoltà nella preparazione, gli infortuni, in particolare quello grave di Daniele, siamo rimasti uniti durante tutto il Mondiale. Ci abbiamo creduto fino in fondo e alla fine siamo arrivati a questo meraviglioso oro”.

 

L’emozione di chi ha chiuso la sfida

Mattia Bottolo ha chiuso la sfida con il suo turno in battuta in cui sono entrati quattro ace. “Sono emozioni incredibili, di ogni tipo. E sono diverse rispetto alla prima volta, perché confermarsi è ancora più difficile che compiere la prima impresa. Ma ce l’abbiamo fatta, ed è qualcosa di speciale. Ho dato il mio contributo, come tutti i miei compagni. In particolare con quella serie di ace che mi ha davvero caricato. Il pubblico mi ha spinto tantissimo, mi ha aiutato. Conosco il mio valore, sapevo di poter tirare fuori una prestazione del genere, la squadra aveva bisogno di qualcosa in più. Nel quarto set ho deciso di iniziare a rischiare di più. Ho pensato “Ora provo”, e i rischi hanno dato ottimi risultati. In questo Mondiale la difficoltà più grande è stato avere la consapevolezza che si può perdere contro chiunque e non si deve mai abbassare la guardia, questo Mondiale lo ha dimostrato. Per questo è fondamentale avere la pazienza di affrontare tutto una partita alla volta. Se ti concentri troppo su chi potresti affrontare in futuro, perdi di vista il presente e le partite davanti a te. Già il 2024 era stato un anno speciale per me, ma il 2025 lo è ancora di più. Il mio approccio è sempre quello dello sportivo, affrontare tutto giorno dopo giorno, partita dopo partita. Adesso voglio concentrarmi sul presente e godermi questo Mondiale, poi si tornerà in palestra per continuare a lavorare”.

 

“Anza” e quell’ultimo punto tanto sognato

Simone Anzani ha chiuso la partita mettendo a terra il punto del 25-10 e ha chiuso anche un cerchio apertosi due anni fa che lo aveva portato a due operazioni al cuore. “Ripetersi non è mai facile, soprattutto quando non te lo aspetti. Come nel 2022, abbiamo rincorso tutta l’estate con una squadra, la Polonia, che ci ha sempre messo sotto e ci ha bastonato in finale di VNL. Poi però abbiamo lavorato a testa bassa e abbiamo raggiunto questo obiettivo oggi, in finale contro la Bulgaria, che è incredibile. All’inizio, nella fase a gironi, abbiamo giocato abbastanza male e poi abbiamo improvvisamente cambiato marcia. Questa è l’unicità di questa squadra: abbiamo trovato insieme quell’energia, quell’amalgama e quella serenità che ci ha poi permesso nelle altre partite di giocare una pallavolo speciale. Questa vittoria la dedico soprattutto alla mia famiglia: a mia moglie, alle mie bambine, ai miei genitori, a mia sorella, ai miei zii e agli amici che in questi due anni mi sono stati sempre vicino. Mi hanno supportato e sopportato, perché non è stato semplice e devo dirgli grazie. Grazie perché, forse, senza di loro non avrei avuto la forza di reagire che poi mi ha portato ad essere qui oggi”.

 

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